Chi è Romina Felici e perché ha fondato L’Officina dell’Io

Collage artistico con il ritratto di Romina Felici, simboli di metamorfosi e consapevolezza interiore. L’immagine rappresenta la nascita de L’Officina dell’Io come spazio di trasformazione, art coaching e ascolto simbolico.

Un collage simbolico che racconta l’origine de L’Officina dell’Io.
Il volto emerge da una stratificazione di carta, natura e memoria. L’occhio interiore che non osserva, ma riconosce. La farfalla, posata e silenziosa, custodisce il senso della metamorfosi già integrata. È un’immagine di soglia: non un ritratto, ma un luogo da abitare.

Non sempre un progetto nasce da un’idea.
A volte nasce da una soglia.

Una di quelle soglie che non si attraversano per ambizione, ma per necessità.
Quando ciò che sei non entra più nelle forme che hai abitato fino a quel momento.
Quando le parole che usavi non bastano più.
Quando senti che l’identità, così come l’hai costruita, chiede silenziosamente di essere trascesa.

L’Officina dell’Io nasce da qui.

Un percorso fatto di creazione, non di definizioni

Sono Romina Felici.
Per molti anni ho lavorato con la forma: il design, la comunicazione visiva, i progetti, i sistemi. Ho dato struttura, direzione, immagine a idee e visioni — mie e di altri.

Ma parallelamente, in una trama più sotterranea, qualcosa cresceva.
Una domanda che non cercava risposte razionali, ma spazi.

Lo studio dell’arte, la pratica creativa, l’ascolto profondo, il lavoro sull’intuizione, l’incontro con il coaching come pratica maieutica — non investigativa — hanno lentamente spostato il centro.
Non più “chi sono”, ma dove sono.
Non più “cosa faccio”, ma cosa attraversa chi entra in relazione con me.

È lì che l’Io ha smesso di essere un’identità da definire ed è diventato un luogo da abitare.

L’Io come luogo, non come etichetta

L’Officina dell’Io non è nata come brand. È nata come spazio simbolico.

Un luogo interiore in cui tornare quando qualcosa si rompe, si scioglie, si trasforma.
Un’officina, appunto: non per aggiustare ciò che è rotto, ma per trasformare la materia.

Qui l’Io non è un problema da risolvere.
È un territorio da esplorare.

Non lavoro per obiettivi rigidi, né per modelli di “miglioramento”. Accompagno processi. Attraversamenti. Momenti di passaggio in cui la creatività diventa linguaggio dell’anima e l’arte una soglia di ascolto.

Arte e coaching come pratica di presenza

Nel tempo ho riconosciuto che l’arte — quando è sottratta alla performance — è uno dei linguaggi più onesti dell’interiorità.
Non spiega.
Non interpreta.
Rivela.

Il coaching, quando è vissuto come maieutica, crea il contenitore perché ciò che è già presente possa emergere senza forzature.

Nell’Officina dell’Io questi due mondi si incontrano.
Non come tecniche da applicare, ma come pratiche di presenza.

Ogni percorso nasce dall’ascolto.
Ogni gesto creativo è una risposta, non un esercizio.
Ogni restituzione è un invito, non una spiegazione.

La Via dei Gramma: una mappa simbolica

Con il tempo ho sentito il bisogno di dare una forma più chiara a questo modo di lavorare.
Non una metodologia rigida, ma una mappa simbolica.

Così è nata La Via dei Gramma:
un orientamento che attraversa quattro mappe — Iogramma, Energramma, Alchigramma, Artegramma — per accompagnare il riconoscimento dell’essenza, dei ritmi, dei passaggi e della creazione.

Non definisce.
Non etichetta.
Rende visibile ciò che già si muove.

È il cuore silenzioso dell’Officina.

Perché “Officina”

Un’officina non è un luogo patinato. È uno spazio vivo. Si sporca, si smonta, si ricompone.

Qui la creatività non serve a “fare meglio”. Serve a ricordare.

Ricordare chi sei quando togli gli strati.
Quando lasci andare le aspettative.
Quando smetti di cercarti e inizi ad ascoltarti.

Oggi

Oggi L’Officina dell’Io è uno spazio che accoglie donne in momenti di passaggio, di ridefinizione, di trasformazione. Attraverso percorsi creativi, pratiche simboliche, art coaching e ascolto profondo.

Non promette risultati rapidi. Non offre scorciatoie.

Offre presenza.
Tempo.
Spazio.

Perché alcune trasformazioni non vanno accelerate.
Vanno onorate.

Io è un luogo.

E ogni luogo, per essere abitato, ha bisogno di una soglia.

Vuoi attraversare la tua soglia?

Se senti che è tempo di ascoltare ciò che si muove oltre le forme,
esplora I Giardini dell'Io — il primo passo nell'Officina.

Oppure scrivimi: ogni percorso inizia con una conversazione.

Romina Felici

Ciao, sono Romina Felici.

Art coach e alchimista creativa.

Ti accompagno in percorsi trasformativi dove l’arte incontra l’anima e l’intuizione si fa immagine, gesto e colore.

L’Officina dell’Io è il mio spazio dedicato alla tua trasformazione creativa.

Qui risvegliamo insieme la tua immagine interiore e la tua espressione più autentica. ✮⋆˙

https://www.officinadellio.com/
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L’Officina dell’Io: un metodo di trasformazione creativa tra arte e coaching